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Il Bicchiero Vuoto o mezzo pieno

Il Podcast dove impariamo a crescere a patto di disimparare.

Il Bicchiere Vuoto è un contenitore da riempire. Ma l’autore ci vuole arrivare per gradi.

La resilienza, definita in psicologia come la capacità dell’uomo di affrontare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente, usa spesso la metafora del bicchiere.

In che modo possiamo allenare i nostri comportamenti e pensieri? Una possibilità è prendere consapevolezza del fatto che un conto è quello che succede, un conto quello che noi vediamo,

Un’altra delle possibilità è ascoltare il Podcast italiano di Fabio D’IsantoIl Bicchiere Vuoto.

Chi è l’autore

Impreparato si definisce Fabio nella puntata zero,  perché voleva assolutamente essere online subito.

Un giorno gli arriva un messaggio di un suo amico che vive negli USA, con scritto: “Ma tu che podcast ascolti?”

Folgorazione.

Non sapendo cosa fosse un podcast o meglio sapeva che erano delle puntate registrate dalla radio (sua citazione orrenda), ha chiesto aiuto al Play Store, digitato podcast e gli si è aperto un mondo.

Ha cominciato, in maniera compulsiva a mettere tra i preferiti di Spreaker qualsiasi tipo di podcast. Uno in particolare ha attirato la sua attenzione: Passione Podcast di Andrea Ciraolo (avevi dei dubbi?).

Quel podcast ha dato coraggio a Fabio e fatto nascere la voglia di fare podcast.

Raccontare delle storie gli è sempre piaciuto e quindi perché non farlo in podcast? Ed ecco Fabio D’Isanto, quarantunenne romano, con un un lavoro come disegnatore – illustratore e pochissimo tempo libero, ma Podcaster ugualmente.

Di cosa parla il Podcast

Se si vuole recuperare e rubare il tempo, l’unica maniera di farlo è quella di svuotare il bicchiere. Svuotare il bicchiere per l’autore significa ripartire dalla sua storia, da se stesso per arrivare agli altri.

Se l’acqua è la nostra conoscenza e noi siamo il bicchiere, continuando a versare dentro il bicchiere a un certo punto il bicchiere trabocca e così anche la nostra conoscenza, la nostra cultura, la nostra vita si va a far benedire e rimane un bicchiere che continua a riempirsi senza migliorare, anzi sprecando contenuto.

Svuotare il bicchiere vuol dire togliere tutti i preconcetti, tutte le cose che ci fermano, tutto quel tempo che ci sembra che non avere, ma in verità non riusciamo ad utilizzarlo bene.

Quindi partire dalla propria storia e anche dalle storie degli altri per ricostruire la propria.

Raccontare la sua storia, ascoltare le storie degli altri e rifare il punto cercando di riappropriarsi del suo tempo anche attraverso gli ascoltatori.

Un esempio è la puntata n. 4, per me memorabile anche perché registrata in auto. E’ un estratto dal suo diario. Ho riso dal 3° minuto fino alla fine:

Insomma si parla di tutto e di niente?

Non propriamente. Il Bicchiere Vuoto è un diario di ricordi dell’autore, infanzia, viaggi, parabole moderne e qualsiasi altro argomento venga in mente a Fabio, magari guardando la sua libreria.

Il Podcast inizia con il saluto “Benvenuti Podnauti”, poi un mini brano musicale (tutti molto belli), subito dopo o poco oltre o magari anche all’inizio. Alterna puntate generaliste a quelle work in progress parlando della realizzazione di un fumetto.

Fabio ha un dono. È molto coinvolgente. Anche quando ti sembra che abbia poco da dire, che l’argomento sia poco consistente, non puoi smettere di ascoltare. Per scoprire che ti eri sbagliato, che in fondo quello che aveva da dire è di tuo interesse.

Vuoi per la voce, molto espressiva, vuoi per il tono colloquiale, vuoi per l’inflessione capitolina inconfondibile.

Conclusione

Forma o sostanza? Ambedue secondo me. Tecnicamente il Podcast è più che sufficiente,  il livello audio è buono, il parlato è chiaro e ben mixato con i mini brani musicali.

Non che serva molto sound design per una produzione come questa, ma almeno l’autore nella sua semplicità dà il massimo. Ne dà prova nella sua ultima puntata in cui intervista se stesso.

Un Podcast italiano in apparenza talmente inutile da diventare indispensabile alla mia Playlist, che D’Isanto cavalca come solo lui sa fare. Condotto da altri Podcaster sarebbe di una noia mortale. Consigliato.

Buon Ascolto!

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Fabio Crestale
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