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Lo strano caso dello smemorato di Collegno

L’episodio, noto anche come il caso Bruneri-Canella, si è svolto a partire dal 1926 con lo scopo di attribuire un’identità a un uomo, per l’appunto affetto da amnesia da shock, ricoverato al manicomio di Collegno.

Un tizio, visibilmente innervosito, cerca di scappare ma, dopo una breve colluttazione, in seguito al quale cade in terra un grosso vaso in rame, viene immobilizzato dal custode.

Dopo una sommaria visita medica, si decide per il trasferimento dell’uomo presso il Manicomio di Collegno.


Collegno l’uomo, del tutto privo di documenti e incapace di riferire le proprie generalità, viene identificato con un semplice numero, il 44170, cinque cifre che, per circa un anno, saranno il suo nome e cognome.

Il 27 febbraio 1927, l’anonimato viene improvvidamente squarciato. Una donna, infatti, la signora Giulia Canella, ha riconosciuto in quell’uomo suo marito Giulio Canella, professore di filosofia, studioso apprezzato e valoroso ufficiale disperso nella Grande Guerra.

Giulia Canella e lo Smemorato di Collegno
Giulia Canella e lo Smemorato di Collegno

Sulla vicenda, che per qualche settimana ha appassionato gli italiani, sembra essere calato il sipario. Ma non è così. A riaprire il caso è una lettera, rigorosamente anonima, fatta recapitare al Regio Questore di Torino. L’estensore della missiva fornisce una serie di elementi per cui l’identità dello smemorato di Collegno non sarebbe quella dello stimato professor Canella, bensì quella del tipografo Mario Bruneri, un anarchico senza fissa dimora che da tempo ha abbandonato la famiglia per darsi alla macchia, a causa di alcuni reati per i quali è ricercato. [fonte PL]

Se ti interessa tutta la storia ascolta il seguente bellissimo podcast italiano.


Il falco e il gabbiano del giorno 03/10/2018: Trasmissione del 03 ottobre 2018
Lo smemorato di Collegno

Fabio Crestale

Ascoltatore "seriale",  passo notti insonni per aiutarti a scoprire i migliori Podcast italiani.

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